Se si guarda solo al tasso di disoccupazione, il Giappone è piuttosto in alto
Gli Indicatori dello sviluppo mondiale (WDI) della Banca Mondiale riportano il tasso di disoccupazione di 187 Paesi e territori. Il valore mondiale dell’anno più recente è 4.79%, mentre quello del Giappone è 2.45%. Ordinando i Paesi dal valore più basso, il Giappone si colloca al 24º posto su 187 Paesi e territori.
Ai primi posti troviamo Qatar (0.13%), Cambogia (0.26%) e Niger (0.39%). All’estremo opposto ci sono Eswatini (34.20%), Sudafrica (32.39%) e Gibuti (26.02%): tra il valore più alto e quello più basso c’è una differenza di oltre 260 volte. Considerando solo questo indicatore, il Giappone rientra tra i Paesi in cui «sono poche le persone che non riescono a trovare lavoro».
Tuttavia, il tasso di partecipazione alla forza lavoro è all’80º posto e quasi uguale al valore mondiale
Se si osserva il tasso di partecipazione alla forza lavoro dello stesso insieme di dati (la percentuale della popolazione di età pari o superiore a 15 anni che lavora o cerca lavoro), il Giappone è al 63.45%, all’80º posto su 187 Paesi e territori. Si tratta di un valore appena superiore al 60.98% mondiale, una posizione quindi molto diversa da quella risultante dal tasso di disoccupazione.
Ai primi posti troviamo Qatar (87.01%), Madagascar (85.50%) e Isole Salomone (84.30%). Agli ultimi posti ci sono São Tomé e Príncipe (23.34%), Gibuti (31.74%) e Yemen (33.10%).
Poiché il tasso di disoccupazione indica la percentuale di persone che desiderano lavorare e cercano un impiego, ma non riescono a trovarlo, chi non cerca lavoro non rientra né al denominatore né al numeratore. Una situazione caratterizzata da un basso tasso di disoccupazione senza un elevato tasso di partecipazione alla forza lavoro può dipendere non solo dal fatto che «si trova subito lavoro», ma anche dalla presenza di un certo numero di persone che non lo cercano. Solo affiancando i due indicatori si può cogliere il quadro complessivo del mercato del lavoro.
Anche la forma dell’occupazione è fortemente istituzionalizzata rispetto alla media mondiale
Tra gli occupati, la percentuale di persone che lavorano sulla base di un contratto di lavoro e ricevono una retribuzione o uno stipendio (quota dei lavoratori dipendenti) è pari al 90.95% in Giappone, che si colloca al 17º posto. Il valore mondiale è 53.59%, quasi 40 punti percentuali in meno.
Ai primi posti troviamo Qatar (99.17%), Bahrein (97.56%) e Kuwait (96.84%). Agli ultimi posti ci sono Ciad (8.44%), Niger (10.52%) e Sierra Leone (11.19%): esistono effettivamente Paesi in cui oltre il 9割 degli occupati lavora in proprio o nell’ambito familiare. A livello mondiale, essere dipendenti è ancora soltanto una modalità di lavoro «per metà» degli occupati.
L’elevata posizione del Giappone riflette soprattutto il fatto che la sua struttura industriale si è allontanata da un’economia incentrata sull’agricoltura, più che il grado di organizzazione del mercato del lavoro.
Il divario tra uomini e donne è al 102º posto su 187, sotto la metà della classifica
Nel rapporto tra il tasso di partecipazione alla forza lavoro femminile e quello maschile (più il valore è vicino a 100, minore è il divario tra uomini e donne), il Giappone registra 78.21% e si colloca al 102º posto. Pur superando il valore mondiale di 69.62%, in termini di posizione si trova sotto la metà della classifica.
Ai primi posti troviamo Burundi (103.28%), Moldavia (100.12%) e Benin (96.91%): esistono Paesi in cui il tasso di partecipazione femminile è pari o superiore a quello maschile. Agli ultimi posti ci sono Afghanistan (7.29%), Yemen (7.62%) e Iraq (15.07%).
Anche in questo caso, i Paesi ai primi posti non sono necessariamente «Paesi in cui è facile lavorare». Nelle economie incentrate sull’agricoltura o sul lavoro autonomo, infatti, il tasso di partecipazione tende a risultare elevato sia per gli uomini sia per le donne. Stilare una classifica sulla base di uno solo tra tasso di disoccupazione, tasso di partecipazione e rapporto tra uomini e donne significa confrontare Paesi in cui il livello di sviluppo economico e la qualità del lavoro restano mescolati.
La quota degli occupati nell’industria è quasi uguale a quella mondiale
La percentuale degli occupati che lavorano nell’industria, compresi manifattura, edilizia ed estrazione mineraria, è pari al 23.23% in Giappone, al 54º posto. È quasi uguale al valore mondiale del 23.66%, collocando il Giappone in una posizione media per questo indicatore. Ai primi posti troviamo Oman (39.44%), Qatar (38.02%) e Bahrein (34.91%); agli ultimi ci sono Sud Sudan (1.67%), Burundi (3.10%) e Timor Est (3.80%).
Rispetto all’immagine del «Paese del saper fare», il Giappone si trova al centro della classifica mondiale se si guarda alla composizione degli occupati. Questo perché le dimensioni di un settore industriale e la percentuale di persone che vi lavorano sono due aspetti distinti.
Ciò che emerge affiancando i 5 indicatori
La posizione del Giappone varia notevolmente a seconda dell’indicatore.
| Indicatore | Valore del Giappone | Posizione (base) |
| Tasso di disoccupazione | 2.45% | 24º posto (187) |
| Quota dei lavoratori dipendenti | 90.95% | 17º posto (187) |
| Quota degli occupati nell’industria | 23.23% | 54º posto (187) |
| Tasso di partecipazione alla forza lavoro | 63.45% | 80º posto (187) |
| Tasso di partecipazione alla forza lavoro femminile (rispetto a quello maschile) | 78.21% | 102º posto (187) |
Per quanto riguarda «avere un lavoro» e «poter lavorare come dipendente», il Giappone è ai primi posti; per quanto riguarda «quante persone entrano nel mercato del lavoro» e «quanto è ampio il divario tra uomini e donne», si colloca tra la fascia centrale e quella bassa. Il motivo per cui non si può descrivere il mercato del lavoro con un’unica classifica è che questi 4 indicatori misurano aspetti diversi.
Quando si confrontano i Paesi, osservare non solo la posizione raggiunta in base a ciascun indicatore, ma anche quanto le posizioni varino da un indicatore all’altro, rappresenta meglio la struttura del mercato del lavoro di quel Paese.
Fonti
- Unemployment, total (% of total labor force) (Banca Mondiale, Indicatori dello sviluppo mondiale SL.UEM.TOTL.ZS)
- Labor force participation rate, total (% of total population ages 15+) (stessa fonte, SL.TLF.CACT.ZS)
- Wage and salaried workers, total (% of total employment) (stessa fonte, SL.EMP.WORK.ZS)
- Ratio of female to male labor force participation rate (%) (stessa fonte, SL.TLF.CACT.FM.ZS)
- Employment in industry (% of total employment) (stessa fonte, SL.IND.EMPL.ZS)
Tutti i valori si riferiscono all’anno più recente disponibile per ciascun indicatore (2025).
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